Io che so combattere di notte
riuscivo a farmi rispettare,
tenendo tra le unghie i miei pensieri
ed un sentiero da iniziare.
Spaventato solamente da cosa potrà aspettarmi.
Ma come arma insolita
la mia caparbietà.
Certi mutamenti mi hanno denudato,
ma ho navigato l’orizzonte con le vele nel futuro,
con un morso nello stomaco
un’espressione da duro
molto più violenta di uno sguardo di grande predatore
che seppur del vento e senza cibo si rifiuta di morire…
Quei dì riuscivo a correre e raggiungere anziché aspettare,
dimenticare,
ho sul corpo cicatrici che si fanno ricordare ,
ma quanti sentieri imboccherei,per sentire ancora quel respiro,
dolce e fragile
ma che mi deluderà .
Ma quella delusione ,
su quest’uomo
su questo gufo notturno
su questo guerriero
ha avuto la meglio.
Ha trasformato
silenzio
solitudine
in casa .